Il progetto

Questa dimora gentilizia in Urbino, che anche grazie all’affascinante Balcone delle Vita (la cui denominazione bilancia il monito della Via Volta Della Morte) magnetizza gran parte del flusso turistico che percorre via Veneto, è stata oggetto di una lunghissima riflessione che dal 1999 ci ha spinti ad individuare la più giusta vocazione per questo storico Palazzo.

Questa dimora gentilizia in Urbino, che anche grazie all’affascinante Balcone delle Vita (la cui denominazione bilancia il monito della Via Volta Della Morte) magnetizza gran parte del flusso turistico che percorre via Veneto, è stata oggetto di una lunghissima riflessione che dal 1999 ci ha spinti ad individuare la più giusta vocazione per questo storico Palazzo.

Scartate soluzioni improbabili, poco sostenibili, non in linea con la nostra visione, siamo appro­dati a un modello dinamico di utilizzo, e conseguente recupero, estremamente rispettoso della funzione principale del Palazzo, quella della Residenza. Una residenza integrata, ibrida, che combina la presenza permanente ai piani superiori con l’accoglienza temporanea al piano nobile che, proprio in virtù dei residenti stabili, assume un’atmosfera profondamente autentica. Si è dato vita così ad un nuovo modello di ospitalità, più informale, dal sapore domestico, facendo di Palazzo Giusti un luogo di incontro e con­taminazione.

La scelta di destinare ampi spazi del Palazzo ad un centro benessere arricchisce ulteriormente le occasioni di interrelazione, della Spa potranno infatti godere anche i cittadini, non solo gli ospiti delle suites.

Ci piace pensare che questo spazio possa favorire, in chi lo frequenta, uno stato di equilibrio fisico e dell’anima, utile a godere al meglio ciò che la nostra magnifica Urbino offre. Al piano nobile le 5 suites sono dedicate a 5 personaggi di spicco della storia rinascimentale urbinate, figure che tuttavia rimangono per lo più in ombra nel mainstream della visita a Urbino. Si mette così l’accento sul rinascimento matematico (con le figure di Muzio Oddi, Bernardino Baldi, Federico Comandino e Guidobaldo del Monte) e si fa esperienza diretta di quali rica­dute ha avuto l’eccellenza raggiunta nell’arte dello stucco da Federico Brandani. A Palazzo Giusti, che in questo periodo d’oro del Ducato ha raggiunto il suo fulgore e il suo im­pianto d’insieme, sarà un piacere poter incontrare oggi (come allora?) quelle straordinarie figure intellettuali attraverso installazioni a loro dedicate. Oggi Palazzo Giusti è un luogo dove abitare bene, aperto alle interrelazioni, ricco di una sto­ria che non si cristallizza in museo, ma continua la sua funzione di spazio dove vivere con l’agio del nostro tempo; una residenza che continua ad essere “di bel prospetto fuori e commoda di dentro”, come veniva descritta agli inizi del secolo XVIII nella guida voluta da papa Albani.

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